Il Movimento di Rinascita in LIGURIA
Da Roma il nostro movimento è approdato a Genova portato dalla marchesa Laura Chiavari nell’immediato dopoguerra, in un momento cioè di grande sofferenza per i lutti, le distruzioni, le contrapposizioni, ma anche ricco di fermenti, di ideali e di tanta voglia di capire e di fare.
Da allora è stato un grande fiorire di gruppi femminili, maschili, adulti e giovani; con l’illuminata guida di sacerdoti del calibro di Padre Celebrini, don Cino Berlingeri, Padre di Rovasenda, don Serra, per citare alcuni dei tanti che hanno creduto in questo movimento, così inserito nel cammino della Chiesa e nel “mondo”, specialmente in quei settori sociali, del lavoro, della politica dove la Chiesa fatica ad arrivare.
Si presentava come un’assoluta novità per il suo mettere le Sacre Scritture in mano ai laici, sia pure con la guida spirituale dell’assistente: grande dono ad ognuno dei gruppi; novità anche per il suo metodo, quell’osservare-valutare-agire che è poi diventato patrimonio di tutta la comunità ecclesiale e che, possiamo dire, è ormai alla base di ogni riflessione che la Chiesa elabora: per i membri di Rinascita Cristiana diventa addirittura un modo di pensare. Questa riflessione cerca di portare ogni membro del movimento ad un continuo processo di conversione, ad una fede adulta: Rinascita è pertanto un movimento di formazione permanente rivolta ai credenti, ma anche ai lontani, alle persone in ricerca, ai separati, anche a tutti coloro cioè che, per ragioni varie, non entrerebbero mai nelle aggregazioni parrocchiali.
Nello scorrere degli anni Rinascita ha subito le conseguenze del 1968, come del resto tutte le realtà ecclesiali, con notevoli difficoltà a ricostituire gruppi giovani: in alcune città italiane questo si è potuto fare, a Genova i più giovani sono quaranta-cinquantenni.
L’agire, di cui dicevamo sopra, conseguenza di una conversione frutto dell’osservare la propria vita e quella del proprio ambiente e del confrontarla con la Parola di Dio, ha permesso a tanti membri di Rinascita di impegnarsi nei campi più diversi per il bene comune. Perché il movimento non ha mai avuto un “agire” proprio, un impegno esterno che portasse l’etichetta “Rinascita Cristiana”, ma tanti suoi membri, come il lievito della parabola, hanno reso conto al “mondo” della propria fede.
Ecco allora Bianca Costa, fondatrice del CEIS e tuttora impegnatissima presidente; Lidia Delle piane, uno dei fondatori dell’AVO. Il Movimento genovese oggi conta circa duecento iscritti presenti su tutto il territorio cittadino e Arenzano, tanti di essi sono persone impegnate nelle parrocchie per la catechesi e nelle scuole per l’insegnamento della religione, nella Caritas, nei C.P.M., nella San Vincenzo, nella Compagnia della Misericordia, nell’ALPIM di cui Rinascita Cristiana è uno dei soci fondatori e dove operano in modo costante una decina di membri come volontari. Dalla costituzione negli anni ottanta R.C. è membro partecipe della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali.